La nobiltà cinese risale a una delle tradizioni più antiche e durature della storia umana, le cui radici risalgono a oltre tre millenni, fino alla dinastia Zhou e alle splendide epoche dell’Impero. Innestita in profondità nelle virtù confuciane, nell’adorazione dei propri antenati e nel rispetto del mandato divino, l’aristocrazia imperiale legava la sovranità territoriale alla sapienza filosofica e all’abilità amministrativa. Un cinese Titolo nobiliare era sempre un esempio di elevata ragione politica, di funzione di modello morale e di armoniosa gestione di figure umane dotate di capacità eccezionali, che promuovevano la cultura, l’arte e la scienza dalla Città Proibita alle lontane province dell’Impero Centrale.
Nel nostro registro storico confluiscono le categorie più prestigiose del tradizionale sistema aristocratico della gerarchia Wǔděngjué. Al vertice della gerarchia principale si trova l'alto rango del Conte (Gōng), che era riservato ai più alti consiglieri imperiali e ai discendenti delle più ricche dinastie. Questa categoria è affiancata dall'influente carica di Marchese (Hóu) per la sorveglianza delle frontiere e il controllo delle province, nonché dal tradizionale rango di Conte (Bó), che gestiva territori estesi per generazioni. Completano la selezione i rispettati ranghi del Vizegrafo (Zǐ) e del Barone (Nán), che rappresentavano le eccellenti meriti militari, la lealtà ministeriale e la nobile virtù. Ogni uno di questi ranghi trasmette la saggezza senza tempo, l'eleganza e la monumentalità storica dell'antico Impero cinese.





